Se sei socio e amministratore della tua SRL, prima o poi ti sei fatto questa domanda: conviene di più pagarmi un compenso amministratore o distribuire gli utili? La risposta non è la stessa per tutti. Dipende dal reddito personale, dalla situazione della società e dagli obiettivi di lungo periodo. Quello che è certo è che scegliere senza una strategia fiscale definita significa quasi sempre pagare più tasse del necessario.
Compenso amministratore SRL e distribuzione utili: due strade, due fiscalità diverse
Prima di capire cosa conviene, è necessario capire come funzionano le due opzioni dal punto di vista fiscale. Sono meccanismi molto diversi, con implicazioni diverse sia per la società che per il socio e confonderli, o trattarli come equivalenti, è uno degli errori più comuni tra i soci-amministratori di SRL. Conoscere le regole del gioco è il primo passo per scegliere la strategia giusta.
La tassazione del compenso amministratore: come funziona
Il compenso amministratore funziona come uno stipendio: la società lo paga all’amministratore e lo deduce dai propri ricavi, abbassando così l’utile su cui paga le tasse. Per la società è quindi un vantaggio fiscale concreto.
Per l’amministratore, invece, il compenso è reddito da dichiarare e viene tassato con l’IRPEF, l’imposta sui redditi delle persone fisiche, che funziona per scaglioni progressivi. Significa che più guadagni, più alta è l’aliquota: si parte dal 23% fino ad arrivare al 43% per i redditi più elevati. A questo si aggiungono i contributi INPS, dovuti quando l’amministratore non ha un’altra copertura previdenziale obbligatoria.
La tassazione degli utili di una SRL: aliquota fissa al 26%
Gli utili sono quello che rimane in azienda dopo che la società ha pagato le proprie tasse. Quando un socio decide di portarsi a casa una parte di quegli utili, si parla di distribuzione dei dividendi. Su questa scatta una ritenuta fissa del 26%, indipendentemente da quanto guadagna personalmente.
A differenza del compenso, i dividendi non abbassano l’utile imponibile della società: la SRL paga prima le sue tasse sull’utile, e solo sulla parte che rimane il socio può ricevere i dividendi, pagando il 26% su quella cifra.
In pratica, sullo stesso euro di utile si paga due volte: una volta come società, una volta come socio. È un aspetto che molti sottovalutano pensando che il 26% sia un’aliquota bassa, e in alcuni casi lo è davvero, ma il carico fiscale complessivo sulla catena società-socio è spesso più alto di quanto sembri a prima vista.
Quando conviene il compenso all’amministratore
Il compenso amministratore conviene quando l’IRPEF marginale del socio è bassa, cioè quando il reddito complessivo è contenuto e si ricade negli scaglioni più bassi. In questo caso, la tassazione sul compenso può essere inferiore al 26% fisso sui dividendi, e la società ottiene in più il vantaggio della deduzione IRES.
Conviene anche quando la società ha utili elevati e l’obiettivo è ridurre il carico fiscale societario. Alzare il compenso dell’amministratore abbassa l’imponibile IRES della società: si paga di più a livello personale, ma si riduce la tassazione aziendale. È una leva che ha senso usare se l’aliquota IRPEF personale è inferiore al 24% dell’IRES.
Quando conviene la distribuzione degli utili in una SRL
La distribuzione degli utili diventa la scelta più efficiente quando il reddito complessivo del socio è già alto. Se l’IRPEF marginale supera il 26%, pagare un compenso aggiuntivo costa fiscalmente di più rispetto a distribuire dividendi con la ritenuta fissa.
In questo scenario, molti imprenditori scelgono di mantenere il compenso a un livello contenuto, sufficiente a coprire le spese personali, e di lasciare in società l’utile residuo, distribuendolo in un momento più favorevole o reinvestendolo nell’attività.
Attenzione però: la tassazione degli utili SRL non è leggera come sembra. Prima la società paga il 24% di IRES, poi il socio paga il 26% sul dividendo ricevuto. Il carico fiscale complessivo sulla catena società-socio può essere significativo, ed è esattamente per questo che la pianificazione è necessaria prima di decidere.
Il mix compenso e dividendi: la vera pianificazione fiscale SRL
La strategia fiscale più efficace per la maggior parte dei soci-amministratori non è scegliere tra compenso o utili, ma trovare il giusto equilibrio tra i due. Una combinazione calibrata permette di pagare meno tasse sia a livello personale che aziendale, senza rinunciare alla liquidità di cui hai bisogno.
A questo si aggiungono altri strumenti spesso sottoutilizzati, che è possibile combinare con la strategia principale:
- Rimborso spese amministratore e rimborsi chilometrici — le spese documentate per trasferte e utilizzo del mezzo proprio non sono tassate per l’amministratore e sono deducibili per la società. In parole semplici: ti rimborsano soldi che hai già speso, senza che tu ci paghi tasse sopra e con un risparmio fiscale per l’azienda.
- Trattamento di Fine Mandato (TFM) — funziona in modo simile al TFR dei dipendenti, ma per gli amministratori. La società accantona ogni anno una somma a favore dell’amministratore, deducendola dall’utile imponibile. Quando il mandato termina, quella somma viene liquidata e tassata separatamente, spesso con un’aliquota più favorevole rispetto all’IRPEF ordinaria. È uno degli strumenti più efficaci per abbassare il carico fiscale societario, eppure tra i meno utilizzati.
La combinazione di compenso, dividendi, rimborsi e TFM è il terreno su cui si costruisce una vera pianificazione fiscale per la SRL. Non esiste una formula uguale per tutti: dipende dalla situazione del socio, dalla struttura della società e da quanto vuole portarsi a casa ogni anno.
Come pagare meno tasse in una SRL: la scelta giusta dipende da te
Non esiste una risposta corretta valida per chiunque. La scelta tra compenso amministratore e distribuzione degli utili e la loro combinazione è una decisione imprenditoriale che deve essere presa sulla base di dati concreti. Ad esempio, bisogna considerare il reddito complessivo del socio, l’utile atteso della società, le aliquote IRPEF applicabili, la necessità o meno di liquidità personale immediata.
Quello che è certo è che improvvisare o replicare quello che fa qualcun altro senza verificare la propria situazione significa quasi sempre lasciare soldi sul tavolo. La consulenza fiscale non serve a trovare scappatoie, ma a costruire una strategia legale, sostenibile e coerente con i tuoi obiettivi.
In For Freedom Consulting affianchiamo i soci-amministratori delle PMI italiane nella definizione della strategia fiscale più adatta alla loro situazione: analizziamo insieme il mix ottimale tra compenso e utili, valutiamo l’utilizzo del TFM e dei rimborsi spese, e costruiamo un piano che riduce il carico fiscale complessivo nel rispetto delle norme.
