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Verifica fiscale: le 6 cose che devi sapere in caso di Visita Fiscale dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza

Non farti prendere dal panico e segui attentamente questa guida
6 cose che devi sapere in caso di Visita Fiscale dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza
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C’è un vecchio detto popolare che dice “Male non fare, paura non avere” … beh, non è sempre vero.

Sicuramente non è vero quando la Guardia di Finanza bussa alle porte della tua azienda e ti chiede di vedere i documenti contabili, fa domande, fruga tra i file del tuo computer.

Quando si trova in questa situazione, anche l’imprenditore più ligio e scrupoloso ha il timore di aver dimenticato qualcosa, di essere incappato in un errore o in un ritardo nella presentazione di un qualche documento… Insomma, nessuno può definirsi “tranquillo”.

Il punto è che secondo la legge italiana siamo tutti innocenti fino a prova contraria, ma quando si tratta di ispezionare le tasche degli imprenditori lo Stato Italiano può sembrare a volte… meno garantista.

Senza fare politica, quando una manovra finanziaria sta per essere varata sentiamo quasi sempre dichiarare:

“Dove troveremo i soldi? È semplice, dalla lotta all’evasione fiscale”

Ed ecco che poco dopo l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza vengono sguinzagliate a rastrellare ogni possibile spicciolo senza tanti preamboli.

Il risultato è che quando si presentano alla porta della tua azienda, ti senti “praticamente” colpevole fino a prova contraria.

Abbiamo deciso di scrivere questa mini guida in 6 punti anche perché sappiamo che quando si trovano in questa situazione, molti imprenditori sono in uno stato di “soggezione psicologica” proprio nel momento in cui dovrebbero essere più lucidi e reattivi, finendo col commettere errori o dimenticandosi qualcosa di importante. Anche una piccola incertezza, in quei momenti delicati, potrebbe portare a dolorose conseguenze

Sarà di vitale importanza essere preparato e conoscere quali sono i comportamenti corretti da tenere e quali invece – anche se in buona fede – potranno pregiudicare il futuro della tua azienda.

La prima cosa da sapere è come scattano i controlli.

1.  Con quale criterio il Fisco seleziona le aziende da sottoporre a verifica fiscale?

Devi sapere che esistono due tipi di verifiche fiscali: quelle automatizzate e quelle formali.

I controlli automatizzati sono i controlli a cui tutti i cittadini sono sottoposti.

Si tratta ad esempio di incrociare i dati delle dichiarazioni dei redditi con lo Stato Patrimoniale, il Conto Economico o il Rendiconto Finanziario.

È a tutti gli effetti un’analisi del rischio che serve all’Agenzia delle Entrate per scremare e individuare le irregolarità fiscali e di conseguenza i soggetti da attenzionare.

Sulla carta, tutto questo viene svolto per trovare i contribuenti che hanno redditi di molto inferiori a quella che è la media del settore di appartenenza… “evitando di disperdere energie in contestazioni di natura essenzialmente formale o di esiguo ammontare che, oltre a creare inefficienze, determinano una percezione errata dell’operato dell’Agenzia delle Entrate” (circolare Agenzia delle Entrate n. 16/E/2016).

Insomma, stando a questo documento l’Agenzia delle Entrate tenta di tartassare il meno possibile il contribuente che ha commesso un piccolo errore, concentrandosi invece su chi opera nelle zone opache delle leggi; chi cerca di aggirarle; chi è ad alto rischio di evasione.

Chi è ad alto rischio di evasione?

L’Agenzia chiarisce anche questo, con la circolare 19/E/2019:

Oltre a determinati casi di contribuenti forfettari (lo scopo è capire se possono beneficiare di questo regime), ci sono le imprese che ad esempio:

  • Sottofatturano
  • Hanno crediti IVA non giustificabili in base ai dati economici
  • Fanno acquisti da soggetti che hanno un Codice ATECO residuale;
  • Hanno una bassa redditività anche se hanno una crescita costante nel tempo;
  • Deducono costi non documentati, non inerenti o fittizi.

E se per l’Agenzia delle Entrate o per la Guardia di Finanza ricadi in uno di questi casi?

2.  Sii cordiale, ma anche deciso… e chiama il tuo avvocato

Ci sono due tipici modi di reagire quando ti arriva la finanza in azienda:

Sudditanza psicologica

Questo ti porta a essere troppo disponibile e rispondere in buona fede anche ad eventuali trabocchetti.

Ne parleremo dopo, ma sappi che a fine giornata e a fine ispezione compileranno un verbale in cui verrà inserita ogni tua dichiarazione e sarà considerata come una confessione e di conseguenza una “prova” della tua colpevolezza.

Quindi attenzione: tutto quello che dirai potrà essere usato contro di te in tribunale!

Muro contro muro

Allo stesso modo, essere troppo rigido potrebbe essere un problema.

Sappi ad esempio che non basta rifiutarsi di procedere alla verifica, per impedirla.

Al contrario, questa non solo verrà comunque fatta ma qualsiasi documento verrà trovato durante l’ispezione potrà essere usato solo come prova a tuo sfavore e MAI come prova a tuo beneficio.

Quindi quando ti chiederanno i documenti, daglieli… anche se sai che potrebbe esserci qualche piccolo problema formale.

Meglio questo che essere accusato di reati ben più gravi.

Chiama uno specialista

Non sai cosa dire e cosa non dire?

L’emotività rischia di farti fare un passo falso?

Non hai mai subito un’ispezione e non sai come comportarti?

Chiama uno specialista. Si occuperà lui di parlare a nome e per tuo conto e potrai star tranquillo che tutto verrà gestito nel migliore dei modi.

Sarà compito suo recuperare la documentazione necessaria e in caso richiedere del tempo per poter mostrare documenti che non sono subito presenti o anche capire se rispondere o no alle domande.

3.  Con quale scopo sono venuti? Richiedi l’ordine di accesso.

Durante la prima fase, i funzionari dovranno mostrare il documento che li autorizza a fare l’ispezione. Questo documento può essere rilasciato solo dal funzionario che dirige l’ufficio (nel caso dell’Agenzia delle Entrate) o del Comandante del reparto della Guardia di Finanza.

Ci sono anche altri obblighi da parte loro da rispettare.

Ad esempio, hai diritto a chiedere

  • Una copia del documento di accesso che contiene anche i nomi dei funzionari delegati a quell’attività;
  • Il controllo delle tessere del personale;
  • In quali giorni e orari si svolgerà l’ispezione; ma soprattutto…
  • Le ragioni dell’intervento.

Questo è un punto importante perché potrebbe capitare che i verificatori evitino di dire esplicitamente le ragioni del controllo e che travalichino il loro mandato.

Ad esempio, potrebbe capitare che l’ispezione sia stata avviata per uno specifico biennio e che il controllo – senza l’autorizzazione di nessuno – venga esteso ad altri periodi contributivi.

Inoltre, i controlli da parte della Guardia di Finanza devono svolgersi cercando di arrecare meno turbamento possibile allo svolgimento delle normali attività.

Da questo ne deriva una considerazione interessante: i controlli dovrebbero esser fatti in borghese e non in divisa.

Ma visto che il controllo può durare 30 giorni (più altri 30 di proroga per i casi più complessi), il titolare deve essere sempre presente?

In questo caso no.

Se non ti stai affidando a un professionista, puoi nominare anche verbalmente una persona di fiducia che si occuperà di seguire i controlli in tua vece.

Ma quali sono i limiti dell’ispezione?

4.  La Guardia di Finanza può aprire cassetti chiusi a chiave o controllare i file del computer?

Quali sono i limiti dei funzionari durante un’ispezione?

Per prima cosa, non possono effettuare un controllo sulla persona: si tratterebbe di una vera e propria violazione che può essere consentita solo in casi eccezionali e con l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica.

Un’altra cosa da sapere è che gli ispettori non possono estendere il controllo autonomamente all’abitazione privata del controllato.

Anche questa è possibile perquisirla solo con un’autorizzazione del Procuratore.

Le indagini possono essere estese nella relativa abitazione – previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica – solo in presenza di gravi indizi di violazioni tributarie, indizi che devono portare al sospetto che, all’interno del domicilio del contribuente, potrebbero esservi ulteriori prove di evasione fiscale.

E se gli uffici si trovano in un’abitazione privata?

Anche in questo caso non basta la semplice firma del funzionario dell’Agenzia delle Entrate o del Comandante del reparto della Guardia di Finanza.

Nel caso in cui uno studio è adibito a uso promiscuo (ufficio-casa), c’è bisogno dell’autorizzazione del Procuratore della Repubblica.

E sul luogo di lavoro?
Possono controllare qualsiasi cosa?

Anche qui hanno delle limitazioni esplicite, ad esempio:

  • Gli ispettori non possono controllare d’autorità i cassetti o gli armadi chiusi a chiave o che comunque hanno un qualche tipo di serratura.
  • Come detto, non possono eseguire perquisizioni personali;
  • Non possono controllare borse personali chiuse, plichi o lettere sigillate.
  • Anche le Email che non sono state ancora aperte e lette non possono essere controllate.

E i computer aziendali?

Nel caso in cui il contribuente non volesse fornire le password, gli ispettori ne faranno menzione nel Verbale come prova CONTRO il contribuente.

Non solo dovranno essere controllati i file archiviati in loco, ma anche i file in remoto su servizi di cloud come Google Drive, DropBox o Onedrive.

5.  I verbali giornalieri e il Processo Verbale di Constatazione (PVC)

Alla fine di ogni giornata, gli ispettori consegneranno un verbale giornaliero in cui verranno annotate sia le azioni intraprese dagli ispettori, sia le tue eventuali dichiarazioni.

Il verbale giornaliero è una sorta di resoconto delle attività svolte e hanno valore di prova.

Questo significa che quello che viene verbalizzato nel verbale giornaliero non potrà più essere contestato.

Ne consegue che è importante poter intervenire durante la sua stesura, con tue proprie puntualizzazioni e obiezioni, prima di firmarli.

Naturalmente puoi rifiutare di firmare i verbali come puoi rifiutare di firmare una multa.

Questo però non impedirà che venga usato anche contro di te.

6.  Assicurati sempre di essere al pari col fisco e avere tutte le carte in regola

Come detto nella prima parte, il modo più facile di cadere nelle maglie di un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza è quello di destare sospetti durante la compilazione delle dichiarazioni dei redditi e durante la gestione quotidiana.

Quando si parla di Contabilità e di Fisco, non si può improvvisare… soprattutto se ti mancano gli strumenti fondamentali per pianificare la tua fiscalità e smettere di aspettare con ansia la chiamata del commercialista o peggio ancora la Busta Verde di Equitalia.

Ecco perché la cosa migliore da fare è adottare una Pianificazione Fiscale e Finanziaria adeguata alla tua forma societaria.

Come puoi capire se sei un potenziale bersaglio del Fisco se non hai sotto mano un bilancio fatto a regola d’arte in cui salta subito all’occhio se qualcosa sta andando male?

Noi di For Freedom Consulting non solo abbiamo aiutato molti imprenditori a passare indenni le verifiche fiscali – e a dormire sonni tranquilli – ma in un certo senso abbiamo fatto in modo che questi imprenditori non finissero proprio sotto la lente d’ingrandimento del Fisco grazie a un Bilancio d’Esercizio redatto a regola d’arte, nel pieno rispetto delle norme.

Se hai tutti i documenti e i conti in ordine, insomma, diventa improbabile destare l’attenzione di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza.

Perché redigere il Bilancio d’esercizio?

Oltre ad essere un obbligo di legge, redigere il Bilancio ha molti benefici che possono essere ricondotti a due categorie principali:

  • Benefici interni all’azienda: consente alla dirigenza, ai proprietari e agli azionisti di valutare l’investimento fatto sull’azienda… ma anche quello di capire come sta andando l’azienda e porre rimedio in caso di problemi.
  • Benefici Esterni all’azienda: Il Bilancio d’esercizio viene usato anche da soggetti terzi come banche per concedere linee di credito. Come dicevamo all’inizio, controllano il bilancio prima di decidere se sei affidabile, perciò è bene che sia in ordine.

E tu a chi stai affidando un documento così delicato? Hai la certezza che esprima al meglio il potenziale della tua azienda, soprattutto se lo devi presentare a chi dovrà “valutare” la tua affidabilità?

Se hai bisogno di un supporto per redigere al meglio il tuo Bilancio di esercizio, i nostri consulenti possono esserti di grande aiuto.

Ti basta cliccare a questo link, compilare il form e sarai ricontattato nel minor tempo possibile.

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