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Pregi e Difetti della Ditta Individuale

Quando è opportuno scegliere una Ditta Individuale? E quando evitarla per pagare meno tasse?
Pregi e Difetti della Ditta Individuale
Contenuti

Se stai muovendo i primi passi tra la giungla della burocrazia italiana per aprire la tua impresa, ti sarai accorto che ci sono molte forme societarie tra cui scegliere.

Si tratta di una decisione fondamentale perché da questa dipende la tassazione che verrà applicata sul tuo fatturato e di conseguenza i soldi che ti rimarranno in tasca dopo che lo Stato – chiamato “amichevolmente” il socio occulto – avrà preteso la sua parte.

Una delle forme preferite (almeno inizialmente) da chi non ha soci è la Ditta Individuale.

In verità esistono molte altre possibilità e non è facile per un imprenditore individuare al primo colpo la migliore forma societaria per le sue esigenze imprenditoriali – soprattutto se è agli inizi.

Se vuoi orientarti in questo oceano di possibilità ti consigliamo di leggere il nostro articolo molto ben dettagliato sui diversi tipi di forme societarie che è possibile costituire in Italia.

Nell’articolo approfondiamo la differenza tra le varie forme di “Società di Persone” e le “Società di Capitale”, ma molti one-man-band guardano con interesse anche alla Ditta Individuale.

Anzi, magari anche tu, come parecchi nostri clienti quando erano agli esordi, ti starai facendo una domanda…

Qual è la differenza tra Ditta Individuale e Lavoratore Autonomo?

La principale differenza tra un Lavoratore Autonomo e la Ditta Individuale dipende dal tipo di lavoro che andrai a svolgere:

  • La Ditta Individuale è un’attività costituita da un solo titolare, tu, che esercita una professione il cui scopo è produrre un bene o scambiare beni e servizi (è il caso degli artigiani come parrucchieri, commercianti, idraulici, elettricisti, pasticceri).
    Inoltre una Ditta Individuale deve essere iscritta nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio della propria provincia.
  • Il Libero Professionista o Lavoratore Autonomo invece non deve iscriversi al Registro delle Imprese ma – dipende dai casi – a un albo o a un ordine professionale e alla Gestione Separata o a una Cassa di categoria dell’INPS.
    Il Libero Professionista non produce beni o servizi ma svolge un lavoro intellettuale (ad esempio avvocati, designer, ingegneri).

Un’altra differenza – questa volta a livello fiscale – è dovuta al fatto che:

  • I liberi professionisti vengono tassati in base al “Principio di cassa”: le tasse vengono calcolate in base ai compensi realmente percepiti e ai costi realmente sostenuti.
  • Le ditte individuali secondo il “Principio di Competenza”: se a dicembre emetti una fattura a un cliente, dovrai pagare le tasse anche se il cliente non ti ha ancora pagato un euro e inizierà a farlo il mese dopo.

Non è una differenza di poco conto, inciderà sulla tua liquidità di cassa

…e proprio per questo è la causa di molte lamentele da parte di imprenditori che sono costretti a pagare iva e tasse su soldi che in realtà ancora non hanno ancora incassato (e che magari non incasseranno mai, pensa all’ipotesi sfortunata del cliente che fallisce prima di pagare una fattura).

Perciò, soprattutto se devi aprire una Ditta Individuale, avere una Pianificazione Fiscale e Finanziaria a regola d’arte è lo spartiacque che distingue un’azienda florida che non si lascia sopraffare dal Socio Occulto…

…da un’azienda traballante che rischia di fallire ad ogni F24 che il commercialista gli manda.

(A proposito, leggi l’articolo sui 3 consigli DEL TUTTO LEGALI su come  Pagare Meno Tasse con gli F24 e andare in vacanza felici).

Come e quanto costa aprire una Ditta Individuale

La Ditta Individuale è tra le più semplici forme giuridiche e per poterla costituire non hai bisogno di ingenti capitali iniziali.

È necessario che tu abbia la Partita IVA: affidandoti a un professionista, costerà qualche centinaio di euro più le spese di gestione annuali (che non sono molte, chiedi il preventivo prima di decidere a chi affidarti).

Quando scegli di costituire la ditta individuale dovrai specificare il nome che avrà l’impresa: dovrà contenere il cognome o le iniziali del nome e cognome del titolare.

Una doverosa precisazione: anche se si parla di ditta Individuale non hai l’obbligo di lavorare solo per conto tuo…

Ditta Individuale: si possono assumere dipendenti?

L’attributo Individuale si riferisce al fatto che tu sei l’unico responsabile del successo o del fallimento della tua azienda, sia dal punto di vista morale che fiscale (infatti in caso di fallimento ne risponderai in solido con il tuo patrimonio personale… ma di questo ne parliamo dopo).

Detto questo, hai assolutamente il diritto di assumere collaboratori per aumentare la tua produttività e avere qualcuno che ti sostituisca in caso di ferie o malattia.

Con la Ditta Individuale puoi anche avvalerti dell’aiuto di alcuni tuoi familiari (coniuge, figlio minorenne, figlio maggiorenne ma inabile al lavoro, genitori o nonni) a titolo gratuito e senza assumerli a patto che siano:

  • Pensionati;
  • Impiegato full time presso altro datore di lavoro;
  • Non superi i 90 giorni nell’anno solare o le 720 ore.

E se decidi di assumere il tuo compagno o un tuo familiare?

Non puoi farlo… a meno che tu non decida di cambiare da Ditta Individuale a Impresa Familiare.

Impresa Familiare: lo spin-off della Ditta Individuale

L’impresa familiare è una forma societaria particolare.

Oltre al titolare, che è sempre il responsabile, nell’impresa possono lavorare anche il coniuge o altri parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo.

I familiari non possono svolgere altre attività in modo prevalente, ma possono essere pensionati.

I familiari che lavorano nell’Impresa acquisiscono anche alcuni particolari diritti, sia economici che decisionali come:

  • Il diritto a partecipare agli utili dell’impresa in proporzione alla quantità e qualità di lavoro che prestano;
  • Il diritto di intervenire nelle decisioni aziendali come il modo di utilizzare gli utili, gli indirizzi produttivi o la cessazione d’impresa;
  • Il diritto di prelazione in caso di cessione.

Naturalmente in qualità di imprenditore a te viene assegnato il 51% degli utili ma la legge italiana mira a garantire ai familiari la possibilità di intervenire in decisioni che potrebbero ripercuotersi sull’armonia familiare anche se tu rimani l’unico responsabile nei confronti delle aziende terze, come i fornitori.

Infatti stiamo per parlare dell’aspetto forse più importante di una Società di Persone, Libero Professionista o Ditta Individuale: la responsabilità in solido.

Patrimonio personale e patrimonio aziendale: nessuna separazione

Quando conviene la ditta individuale? Conviene soprattutto quando vuoi avviare un’attività a basso rischio e con scarsi investimenti iniziali.

Questo perché non c’è nessuna separazione tra il tuo patrimonio personale e quello aziendale.

In caso di fallimento dell’azienda i creditori possono rivalersi sui tuoi beni come automobili, case o conti bancari.

Quindi, riassumendo…

Quali sono i PRO e i CONTRO di una Ditta Individuale?

PRO

  • Puoi costituirla in tempi brevi, non ha particolari spese iniziali e basta iscriversi alla camera di commercio della tua provincia
  • Puoi farti aiutare a titolo gratuito dai parenti, a patto che sia una prestazione occasionale
  • Puoi prendere le decisioni senza il dovere di consultarti con qualcuno
  • Possibilità di trasformare la ditta individuale in impresa familiare
  • Non devi redigere il bilancio a fine anno

CONTRO

  • Responsabilità illimitata nei confronti dei creditori: se fallisci, tutto quello che hai può essere aggredito.
  • Non puoi assumere parenti (come il tuo coniuge). E se vuoi farlo, devi trasformarti in Impresa familiare ma così facendo dividi con i familiari anche il potere decisionale.
  • Limitata affidabilità creditizia: le banche (ma anche i fornitori) tendono a fidarsi poco di questo tipo di forme societarie.
  • Gli utili vengono tassati come reddito personale e di conseguenza la pressione fiscale è più alta di quanto potrebbe essere con altre forme societarie;
  • Non devi redigere il bilancio a fine anno

Come avrai notato, l’ultima voce dei PRO e dei CONTRO sono identiche:

NON DEVI REDIGERE IL BILANCIO A FINE ANNO

Ma perché lo abbiamo inserito anche tra i CONTRO?

Come sicuramente saprai, a mettere i bastoni tra le ruote di molti imprenditori ci pensa lo Stato con una delle tassazioni più alte d’Europa.

Ed è qui che interveniamo noi…

Come possiamo aiutarti noi di For Freedom Consulting?

Alcune forme societarie sono più flessibili di altre e ti permettono di SCARICARE tutta una serie di costi riconducibili all’attività d’impresa.

Durante le nostre consulenze ci troviamo spesso di fronte a imprenditori mal consigliati da Commercialisti non al passo coi tempi e con le normative italiane.

Succede così che le aziende di questi imprenditori si trovano a navigare in brutte acque sia perché NESSUNO gli ha saputo consigliare la migliore forma societaria da adottare, sia perché una Pianificazione Fiscale e Finanziaria adeguata non è stata mai messa in campo.

Infatti, se da una parte dover redigere un bilancio è una seccatura e una spesa, dall’altra consultando il bilancio salta immediatamente all’occhio se qualcosa sta andando male (purché si sappia come leggerlo).

In fondo è anche comprensibile: in Italia, le statistiche dicono che un imprenditore nasce prima di tutto come un bravo artigiano che decide di mettersi in proprio.

E proprio questa indole a VOLER FARE rischia di farti concentrare SOLO sulla parte produttiva trascurando tutta la parte amministrativa e finanziaria.

Non dover redigere il bilancio a fine anno è come nascondere – involontariamente – la polvere sotto il tappeto… Va tutto bene fino a quando non saltano fuori problemi troppo grandi da risolvere. Problemi che troppo spesso portano alla chiusura della serranda.

Ma per tua fortuna, prima che succeda questo i consulenti di For Freedom Consulting possono aiutarti con la loro esperienza.

Saranno in grado di suggerirti qual è la migliore forma societaria per le tue esigenze imprenditoriali, ma anche come impostare una corretta Pianificazione Fiscale e Finanziaria.

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