Punto di pareggio: la formula per calcolare quanto deve fatturare l’azienda

Il punto di pareggio è il numero che ti dice quando la tua azienda smette di lavorare per coprire i costi e inizia a generare utile. Sai quando ci arrivi?
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Probabilmente sai già più o meno cosa si intende con punto di pareggio. Ma conosci la formula corretta per calcolarlo? Sai quando lo raggiungi nel corso dell’anno? Molti imprenditori e imprenditrici conoscono il break even point in astratto, ma non hanno mai calcolato il proprio fatturato di pareggio con dati reali e aggiornati. E non saperlo significa non capire quando puoi permetterti di investire, assumere, espanderti o quando invece è meglio aspettare.

Vediamo insieme cos’è, come si calcola e soprattutto perché è fondamentale conoscerlo in anticipo.

Cos’è il punto di pareggio: la soglia di redditività più importante

Il punto di pareggio (o break even point, spesso abbreviato in BEP) è il livello di fatturato in cui i ricavi totali dell’azienda pareggiano esattamente i costi totali. Sotto quella soglia di redditività stai perdendo soldi. Sopra, inizi a generare utile.

Il break even point è uno degli indicatori più concreti e immediati che puoi avere sulla tua azienda. Non richiede interpretazioni complesse, ti dice semplicemente dove sei rispetto all’equilibrio tra costi e ricavi.

In apparenza sembra un concetto semplice. Il problema è che la maggior parte degli imprenditori lo scopre solo a fine anno, quando il bilancio è già chiuso e non c’è nulla da fare. Sapere dove si trova il tuo punto di pareggio, e soprattutto quando lo raggiungi nel corso dell’anno, ti permette invece di agire in anticipo per correggere i costi, accelerare le vendite, prendere decisioni consapevoli prima che sia troppo tardi.

Cosa considerare: costi fissi, costi variabili e margine di contribuzione

Per calcolare il punto di pareggio servono tre dati. Sembra banale, ma nella pratica è qui che si annida il problema più frequente. Molti imprenditori non li conoscono con precisione, e un calcolo del BEP fatto su stime imprecise non serve a niente.

I costi fissi

I costi fissi sono quelli che sostieni indipendentemente da quanto produci o vendi (affitto, stipendi del personale amministrativo, utenze, ammortamenti, assicurazioni). Esistono ogni mese, che tu fatturi tanto o poco. Identificarli con precisione è il primo passo e spesso già qui si scoprono voci che si davano per scontate senza mai quantificarle davvero.

Il costo variabile unitario

Il costo variabile unitario è ciò che spendi per produrre o erogare ogni singola unità di prodotto o servizio. Ad esempio, per materie prime, manodopera diretta, packaging, commissioni. Con l’aumentare dei volumi, il costo variabile totale cresce, mentre il costo variabile unitario resta in genere stabile per unità.

Il margine di contribuzione unitario

Il margine di contribuzione unitario è la differenza tra prezzo di vendita unitario e costo variabile unitario. Ti dice quanto ogni vendita contribuisce a coprire i costi fissi. Più è alto, prima si raggiunge il punto di pareggio.

Con INDY il calcolo del punto di pareggio diventa semplice e automatico

Fin qui la teoria. Nella pratica, però, raccogliere questi tre dati con precisione non è così immediato come sembra.

I costi fissi cambiano nel tempo (arriva un nuovo contratto, si rinnova un’assicurazione, cresce l’organico). I costi variabili unitari oscillano con i fornitori, con i volumi, con le stagioni. E il prezzo medio di vendita raramente è un numero fisso quando hai un catalogo articolato o una clientela eterogenea.

Così si finisce per calcolare il BEP una volta all’anno, su dati del bilancio consuntivo, e poi non ci pensano più fino al dicembre successivo. Il che è un po’ come guardare nello specchietto retrovisore per decidere dove girare.

Indy, il software di controllo di gestione sviluppato da For Freedom Consulting, risolve esattamente questo problema. Anziché costruire formule su Excel o aspettare il report trimestrale del commercialista, hai il tuo punto di pareggio sempre davanti, calcolato sui dati reali e aggiornato in tempo reale.

Questo significa che se a febbraio i tuoi costi fissi aumentano perché hai assunto una nuova risorsa, il BEP si aggiorna subito. Se a maggio negozi condizioni migliori con un fornitore e il tuo costo variabile unitario scende, lo vedi riflesso immediatamente nel cruscotto. Il numero che hai davanti non è mai una stima di qualche mese fa: è la fotografia di oggi.

La formula del punto di pareggio: come calcolare il BEP in fatturato

Anche se scegli di affidarti alla comodità e alla precisione di Indy, è importante essere comunque consapevoli di come funziona il meccanismo. La formula per calcolare il bep nella sua forma più semplice è:

BEP (unità) = Costi fissi / Margine di contribuzione unitario

Ma per una PMI che vende più prodotti o servizi, è spesso più utile il calcolo del break even point in fatturato, cioè quanti euro di ricavi totali devi generare prima di andare in utile:

BEP (fatturato) = Costi fissi / (1 − Costi variabili totali / Ricavi totali)

Facciamo un esempio: con costi fissi mensili di 18.000 euro, prezzo medio di vendita di 90 euro e costo variabile unitario di 45 euro, il margine di contribuzione unitario è 45 euro. Il punto di pareggio è quindi a 400 unità, cioè 36.000 euro di ricavi. Sotto questa soglia, l’azienda è in perdita.

Il calcolo manuale è possibile, ma ha un limite: vale solo quanto i dati su cui si basa. Un’analisi costi ricavi fatta su numeri approssimati o vecchi di sei mesi non ti dice dove sei oggi. Indy risolve esattamente questo problema: il rapporto costi ricavi è sempre aggiornato, così il punto di pareggio che vedi nel cruscotto riflette la situazione reale della tua azienda, non quella di qualche mese fa.

Quando raggiungi il punto di pareggio? Il dato che cambia tutto

Calcolato il BEP, la domanda successiva è quella che fa davvero la differenza: in quale mese dell’anno lo raggiungi?

Se la tua azienda raggiunge il punto di pareggio a dicembre, hai lavorato dodici mesi per coprire i costi e l’utile è pressoché zero. Se lo raggiungi a giugno, hai sei mesi davanti in cui ogni euro fatturato genera utile reale. Se lo raggiungi a marzo, la situazione è ancora più solida.

Questo dato è fondamentale per capire quando puoi permetterti di investire in un nuovo macchinario, quando ha senso assumere una figura commerciale, oppure quando è il momento giusto per aprire una nuova linea di business. Fare queste scelte senza sapere dove si trova il tuo punto di pareggio significa decidere a istinto. Farlo con questo dato sotto mano vuol dire decidere con consapevolezza.

I consulenti For Freedom ti aiutano proprio a imparare come fare queste valutazione a partire del tuo break even point. Così sarai in grado di interpretare questo numero nel contesto della tua azienda, a capire cosa lo influenza, a costruire un piano per anticiparlo riducendo i costi fissi, migliorando il margine di contribuzione, concentrando le energie sulle aree più redditizie. Mese dopo mese, con Indy che aggiorna il BEP in tempo reale.

Il break even point è il punto di partenza

Conoscere la formula del punto di pareggio è il primo passo. Calcolarla sui dati reali della tua azienda è il secondo. Usarla come bussola per le decisioni di tutti i giorni è quello che trasforma un numero in un vantaggio competitivo reale.

Vuoi sapere quando raggiungi il tuo punto di pareggio non a dicembre, ma adesso? Contattaci per una prima consulenza gratuita. Con il Metodo For Freedom e Indy al tuo fianco, il BEP smette di essere un concetto astratto e diventa uno strumento che usi ogni giorno per fare impresa con più consapevolezza.

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