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Trasforma i costi fissi della tua azienda in costi variabili

Paura degli imprevisti del mercato? Trasforma i costi fissi della tua azienda in costi variabili
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Contenuti

Rimani finanziariamente agile per muoverti e prosperare anche in un mercato in continuo cambiamento

Quale è il primo dovere di un imprenditore?

Sembra quasi banale dire che è prendersi cura della propria azienda, perché da essa dipende il proprio benessere economico, quello dei soci e quello dei propri collaboratori.

In qualsiasi settore tu operi, “prendersi cura della tua azienda” significa anche controllare le spese generali, soprattutto se la tua creatura non ha ancora raggiunto la piena maturità e stabilità.

In questo articolo ti abbiamo parlato del Break Even Point e di come sia importante conoscerlo per avere sott’occhio il costo effettivo di un prodotto che vuoi immettere sul mercato.

Parlando del BEP abbiamo introdotto i concetti di Costi Fissi e Costi Variabili, fondamentali non solo per capire la profittabilità di un progetto sul breve e sul medio-lungo periodo…

…ma anche per raggiungere il BEP il prima possibile e generare profitto accorciando i tempi.

Insomma, per avere successo in meno tempo.

Ma, dalle domande che ci avete fatto, ci siamo resi conto che troppi imprenditori non hanno chiare le idee su quali siano ESATTAMENTE i costi fissi e quali i costi variabili.

Inoltre ci è stato chiesto se i costi variabili sono da preferire ai costi fissi e perché…

…perciò in questo articolo abbiamo raccolto le risposte a queste domande, per aiutarti a creare un’azienda agile e in grado di adattarsi velocemente agli imprevisti del mercato.

Come abbiamo imparato in questi anni di Covid, gli imprevisti possono essere micidiali per un’azienda tragicamente rigida.

Costi variabili e Costi fissi: cosa sono?

Una delle metodologie più frequenti per classificare i costi è quello di dividerlo in costi fissi e costi variabili.

Costi Variabili

Sono spese che cambiano in base a quanto l’azienda produce e vende. Questo vuol dire che i costi variabili aumentano (o diminuiscono) in base alla produzione.

Se la produzione è zero, anche il costo è zero o quasi.

Alcuni esempi tipici di costi variabili sono:

  • Le materie prime comprate per produrre un oggetto (tranne nei casi in cui sei costretto a comprare PER FORZA in certi momenti dell’anno, ad esempio per alcuni prodotti alimentari);
  • Lo stipendio dei collaboratori part time e/o stagionali che vengono assunti per svolgere un determinato progetto o solo per un certo periodo;
  • L’elettricità, l’acqua o il carburante usato per la produzione;
  • Costi di spedizione

Costi Fissi

Sono costi che rimangono uguali, facili da individuare e da mettere a budget ma allo stesso tempo difficili da controllare e ridurre perché sono indipendenti da quanto l’azienda produce.

Ecco alcuni esempi di costi fissi:

  • Affitto
  • Costi di comunicazione (telefono, internet ecc.)
  • Assicurazioni
  • Stipendio dei dipendenti
  • Prestiti bancari

Ad esempio, l’affitto di un capannone è un costo fisso sostenuto da molte imprese artigiane.

Se concordi un affitto di 10 mila euro al mese per i prossimi 10 anni, l’affitto sarà sempre di 10 mila euro al mese, indipendetemente dal profitto o dalle perdite che avrà l’azienda.

Troppi costi fissi possono destabilizzare un’impresa, soprattutto se questa è giovane e ancora non ha un flusso di cassa regolare.

Per questo motivo i costi variabili sono da preferire: si aggiustano in modo proporzionale agli alti e bassi del business.

Come si trasformano i costi fissi in costi variabili?

Per sfuggire alla trappola dei costi fissi, un imprenditore deve saperli distinguere e “manipolare”.

Ma come fare?

Ci sono 3 macro aree dove potresti operare, anche se ogni azienda (e settore) ha le sue peculiarità e non sempre si può intervenire in modo massiccio in tutti i settori.

Beni e servizi

Se produci beni, ti sarai accorto che sono finiti i giorni in cui comprare in “overstock” era vitale per l’azienda.

Al giorno d’oggi è di primaria importanza riuscire a produrre solo su richiesta o su ordinazione per ridurre non solo le spese d’inventario, ma anche la possibilità che ci sia dell’invenduto.

È facile farlo?

No, non lo è ma dovrebbe essere il tuo obiettivo finale e con adeguate strategie è possibile riuscirci.

Si tratta della filosofia di produzione “Just in time” secondo la quale tutto il processo produttivo segue la domanda per evitare stoccaggio di magazzino. Questo permette anche di ridurre lo spazio da affittare, perché ad esempio potrebbe bastarti solo metà magazzino se non devi più accumulare pile e pile di prodotti in attesa che i commerciali trovino qualcuno disposto a comprarli.

Parlando di magazzino, arriviamo al punto successivo. Le…

Infrastrutture

Gli italiani amano il mattone e infatti comprano case.

E gli imprenditori italiani? Comprano capannoni.

Diciamoci la verità: oltre a dare la sicurezza psicologica che solo un bene immobile sa dare, sono anche in un certo senso uno status symbol da mostrare con orgoglio.

Il problema nasce però quando – in un momento di contrazione del mercato – la tua azienda rimane bloccata in quelle “quattro mura” perché sono state comprate con un mutuo impegnativo o è stato fatto un contratto di affitto lunghissimo…

Rimanere con mezzo capannone vuoto o inutilizzato è pericoloso, anche perché devi continuare a pagarne le spese: manutenzione, pulizia, sorveglianza antintrusione, antincendio, sicurezza sul lavoro, ecc. ecc.

Ma c’è anche il caso opposto: la tua azienda va meglio del previsto e deve espandersi per dotarsi di più macchinari e personale. Cosa fare?

Comprare beni immobili (per alcuni tipi di aziende) può risultare un suicidio finanziario e imprenditoriale tanto quanto impegnarsi in un affitto troppo lungo e non flessibile.

Dovresti riuscire a mantenere l’azienda libera e reattiva per poter traslocare in un posto più piccolo se momentaneamente gli affari vanno male, o in uno più grande se invece decollano.

Un altro aspetto da considerare è la possibilità di delegare la produzione, l’assemblaggio, lo stoccaggio e la consegna. Ci sono tantissime realtà specializzate in questo tipo di lavoro e che sarebbero felicissime di farsene carico in cambio di una percentuale del tuo guadagno.

Ma è un piccolo prezzo da pagare per rendere un costo variabile.

Considera inoltre che alcuni fornitori specializzati potrebbero essere talmente più efficienti di te in un particolare ambito (es. la logistica e le spedizioni, o il customer care, o le buste paga…) da rendere antieconomico tenere “in casa” quel servizio. Ti conviene delegare a un fornitore esterno con un contratto flessibile, che ti costa meno e puoi aumentare o diminuire o persino chiudere il servizio con relativa facilità.

Questo ci rimanda al prossimo punto.

Personale

Si tratta di un aspetto controverso, fai attenzione.

Da una parte, col tempo il know how è spesso il vero capitale sociale di un’impresa.

Dall’altro, appesantirsi assumendo personale full time e a tempo indeterminato può essere una zavorra soprattutto per le aziende il cui carico di lavoro è ancora basso.

Un modo intelligente per massimizzare l’investimento in personale è stringere collaborazioni con freelance o fornitori esterni, soprattutto per quanto riguarda la parte amministrativa e fiscale.

Anche perché esternalizzare queste mansioni significa non dover correre dietro i continui aggiornamenti di hardware e software e poter indirizzare le proprie energie verso quello che è più importante: il cliente finale.

Ad esempio, noi di For Freedom siamo bravi nell’aiutare le imprese dal punto di vista amministrativo, gestionale e fiscale. Per un imprenditore, ad esempio il titolare di una ditta artigiana, selezionare e assumere (e FORMARE) qualche figura interna che segua questi aspetti con la stessa rapidità e competenza con cui lo facciamo noi… è praticamente un’utopia.

E ora?

Se sei arrivato fin qui starai già pensando a quali costi far rientrare nei costi fissi e quali nei variabili. E se hai delle incertezze, non ti preoccupare: è normale.

La classificazione come costi variabili o fissi dipende anche dal modello di business.

Inoltre, inquadrare con precisione il carico di lavoro del tuo personale per capire se ti conviene esternalizzare uno o più servizi può essere arduo.

Ti serve una minuziosa ispezione di tutti i settori aziendali per prendere le giuste decisioni, stando alla larga da conseguenze catastrofiche.

Cercare di migliorare i processi produttivi per ridurre i costi fissi o creare un prodotto più performante che i clienti compreranno a mani basse è più facile a dirsi che a farsi.

Spesso gli imprenditori hanno difficoltà a rispondere a domande come:

  • Quali sono i costi REALI del mio servizio o prodotto?
  • Quanto ci sto guadagnando, vendendolo?
  • Quale utile mi posso aspettare nei prossimi anni?
  • Qual è la redditività per singolo prodotto? E per singolo cliente?
  • Da quali investimenti devo partire per ottimizzare e rendere flessibile la mia capacità produttiva?

Per guidarti verso le risposte giuste abbiamo creato uno strumento molto utile: un formato personalizzato sulla tua azienda di Controllo di Gestione.

Grazie al Controllo di Gestione “cucito su misura per le tue necessità” potrai:

  • Ottimizzare le risorse economiche, avendo a disposizione una fotografia dell’azienda e delle risorse disponibili o da ottimizzare.
  • Stabilire gli obiettivi aziendali da perseguire e monitorare in modo costante l’andamento.
  • Avere sia una visione globale che specifica dei vari reparti, settori e unità produttive in modo da prendere con più facilità decisioni come la riduzione del personale o l’esternalizzazione di un settore.

Il servizio di Controllo di Gestione significa avere un asso nella manica. Un alleato potente per trionfare sul mercato, anche quando il mercato è turbolento come il mare in tempesta.

Contattaci per una consulenza specializzata.

Troveremo il percorso migliore per rendere la tua azienda flessibile e reattiva, anche trasformando la quantità maggiore possibile dei tuoi costi fissi in costi variabili.

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