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Cosa fare se un socio lascia l’azienda

La guida passo-passo per una “fuoriuscita” senza traumi che permetta alla società di continuare a operare
Cosa fare se un socio lascia l’azienda
Contenuti

Il mondo delle piccole imprese, specialmente nel settore dell’artigianato e della produzione, è un microcosmo pulsante di attività, creatività e innovazione. Ma ci sono anche tante sfide che possono avere un impatto significativo sul funzionamento e sulla salute finanziaria dell’impresa… 

Una di queste sfide è la partenza di un socio. Abbiamo già parlato di quali tipi di società esistono, vallo a leggere se stai per fondare una società, ma nella storia di un’azienda la partenza di un socio è comunque un evento da tenere in considerazione.

Immagina questo scenario: assieme a tre amici, avvii un’azienda di produzione di mobili artigianali. Quindi siete quattro soci, ciascuno con un ruolo chiave nella gestione dell’azienda…

Uno è responsabile della produzione, c’è chi gestisce la parte amministrativa, un altro si occupa di marketing e promozione, infine abbiamo “il commerciale” che chiude i contratti.

Nel tempo, avete creato un marchio di successo apprezzato nella zona, e persino fuori regione. Avete dipendenti, clienti fedeli e un buon giro d’affari. Ma un giorno… 

uno dei soci decide di andarsene. La sua decisione porta con sé una serie di domande e sfide, tra cui:

  • Come si divide la sua quota dell’azienda? 
  • Chi la rileva? 
  • Come si fa a compensare la mancanza delle sue competenze e delle sue responsabilità quotidiane? 
  • Può mettersi a fare concorrenza all’azienda che sta lasciando?
  • E l’impatto finanziario? Come pianificare i nuovi flussi?

Questi sono solo alcuni dei dubbi e dei problemi con cui le imprese possono trovarsi a dover fare i conti quando un socio decide di andarsene. 

Non è un percorso semplice, ma con la giusta preparazione e i giusti strumenti a disposizione, la partenza di un socio può essere gestita in modo che l’impresa continui a prosperare.

In questo articolo ti mostreremo come affrontare questa delicata situazione e troverai tanti consigli utili su come gestire la partenza di un socio in modo efficiente, trasformando uno spinoso problema… persino in un’opportunità.

Il primo consiglio riguarda proprio i primi istanti di vita della società.

Il contratto costitutivo e lo statuto

L’ossatura di qualsiasi società è rappresentata dal contratto costitutivo e dallo statuto

Si tratta di documenti fondamentali che delineano la struttura dell’azienda, le sue regole operative e il suo funzionamento. Descrivono come l’azienda sarà gestita e cosa succederà in vari scenari predeterminati, tra cui l’eventuale partenza di un socio.

Nel nostro esempio del mobilificio, ogni amico ha un ruolo chiave: produzione, amministrazione, marketing e promozione, contratti e vendite. Questi ruoli e responsabilità possono essere definiti nel contratto costitutivo e nello statuto

Ciò è particolarmente importante nelle società di persone e nelle SRL, dove la partenza di un socio può avere un impatto significativo sulla dinamica e sul funzionamento dell’azienda. 

È per questo che la tua società dovrebbe prevedere il cosiddetto TFM.

Cos’è il Trattamento di Fine Mandato (TFM)

Il Trattamento di Fine Mandato (TFM) è un elemento che dovrebbe essere SEMPRE previsto nello statuto di una società a responsabilità limitata (SRL), quando è stilato con lungimiranza. 

Si tratta di una sorta di “paracadute” finanziario che può essere attivato nel caso in cui un socio decida di lasciare l’azienda.

Il TFM in pratica è una somma di denaro che la società accantona nel corso del tempo.

Di fatto il TFM costituisce una voce che compare nel bilancio della società.

Come si accantona il TFM?

Il gruzzoletto che costituisce il TFM viene composto destinando una parte degli utili aziendali o attraverso l’apporto di capitale da parte dei soci

Quanto deve essere? L’ammontare del TFM è stabilito nel contratto di società o nello statuto e può variare a seconda delle specifiche necessità dell’azienda.

ATTENZIONE: per poter essere accantonato e utilizzato, il TFM deve essere esplicitamente previsto nello statuto della società. Se non è presente, per introdurlo è necessario modificare lo statuto, con il consenso della maggioranza dei soci.

Tornando all’esempio del mobilificio, immaginiamo che il socio responsabile della produzione decida di abbandonare l’azienda. 

L’uso del TFM può aiutare a evitare conflitti tra i soci rimanenti riguardo a come gestire la partenza del socio e la distribuzione delle sue quote.

Cosa fare quando un socio lascia l’impresa: la guida passo-passo

Vivendo fianco a fianco di imprenditori di ogni categoria, sappiamo perfettamente che la partenza di un socio può essere un grosso problema per l’impresa, o rivelarsi un’opportunità. 

Perciò, abbiamo stilato una guida passo-passo su come affrontare questa situazione delicata, riducendo al minimo i dubbi e le incomprensioni:

1. Comunicazione chiara e tempestiva: 

Appena un socio comunica la sua volontà di lasciare l’impresa, è fondamentale che la notizia venga condivisa con gli altri soci nel modo più trasparente e tempestivo possibile. 

Questo darà a tutti la possibilità di iniziare a pianificare e a gestire l’impatto della sua partenza.

2. Consultazione del contratto costitutivo o dello statuto: 

Il prossimo passo pratico è la consultazione del contratto costitutivo o dello statuto dell’impresa. Questi documenti, se redatti a dovere, dovrebbero fornire indicazioni chiare su come gestire la partenza di un socio, compresi i dettagli su eventuali accordi di buyout o sul già discusso Trattamento di Fine Mandato (TFM).

3. Valutazione delle implicazioni finanziarie: 

La partenza di un socio può avere importanti conseguenze operative per l’impresa. Potrebbe essere necessario sostituire il socio uscente in termini di competenze o risorse, o rilevare la sua quota di partecipazione. 

4. Revisione dei ruoli e delle responsabilità:

Con l’uscita di un socio, è probabile che i ruoli e le responsabilità all’interno dell’impresa debbano essere rivisti. Potrebbe essere necessario ridistribuire i compiti tra i soci rimanenti o, se non è possibile, assumere nuove figure per colmare le lacune, almeno temporaneamente.

Infatti, lasciare scoperta un’area vitale dell’azienda la espone a rischi che potrebbero mettere in crisi la sua stessa sopravvivenza.

5. Modifica dello statuto o del contratto costitutivo: 

A seconda delle circostanze, potrebbe essere necessario modificare lo statuto o il contratto costitutivo per riflettere i cambiamenti apportati alla struttura dell’impresa.

Anche in questo caso, il supporto di un esperto in contratti societari aiuterà la società a non commettere errori e, anzi, a “tutelarsi” da eventuali problemi futuri.

6. Comunicazione esterna: 

Inoltre, bisogna considerare come e quando comunicare la partenza del socio a clienti, fornitori, dipendenti e altre parti interessate, come le banche. 

Questa comunicazione dovrebbe essere gestita con cura per mantenere, talvolta accrescere, la fiducia e la reputazione dell’impresa. Il consiglio di un consulente esperto in rapporti con gli “stakeholders” si rivelerà determinante sul come e quando comunicare la partenza del socio.

Ricorda, ogni impresa è unica e queste linee guida generali potrebbero non coprire tutti gli aspetti specifici della tua situazione. Pertanto, è sempre consigliabile consultare un professionista esperto in diritto delle società o un consulente aziendale per ottenere consigli personalizzati.

Non esitare a chiedere il supporto e i consigli dei tecnici For Freedom per superare nel migliore dei modi un momento critico come la partenza di un socio. 

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