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Srl: è possibile pagare meno del 70% di tasse?

I principali modi per abbassare la pressione fiscale per una Srl
Srl: è possibile pagare meno del 70% di tasse?
Contenuti

Abbatti la pressione fiscale

Approfitta di ogni occasione che lo Stato ti mette a disposizione (ma spesso non conosci).

La quantità di tasse che le imprese italiane devono pagare è un argomento scottante, soprattutto se paragonate ai servizi e alle garanzie che ottengono in cambio.

C’è chi ha detto che pagarle è una cosa bellissima (se non sei un imprenditore) ma il periodo di fine primavera e inizio estate rappresenta da sempre un momento difficile per chi fa impresa in Italia…

Soprattutto se non ha pensato per tempo ad una Pianificazione Fiscale.

In questo articolo andremo a parlare dei principali modi per abbassare la pressione fiscale per una Srl.

Perché solo per le Srl?

In un precedente articolo ti abbiamo spiegato le differenze tra Snc, Sas e Srl e i motivi per cui la Srl è una delle forme societarie più idonee per fare impresa in Italia.

Dopotutto mettere al sicuro il proprio patrimonio personale e avere uno statuto flessibile in grado di soddisfare le diverse esigenze di business rendono questa forma una delle più gettonate.

Ma per quanto riguarda la tassazione?

Abbiamo già visto come gestire il bisogno di prelevare liquidità dai conti aziendali da parte dei soci, ora ti vogliamo parlare dell’altra faccia della medaglia, ossia come avere più utili da poter prelevare: le modalità per abbassare la pressione fiscale.

Infatti, per aumentare i profitti di una micro o piccola impresa, ci sono sostanzialmente 3 modi:

  1. Aumentare le vendite
  2. Aumentare i margini su ogni vendita
  3. Ridurre i costi, a parità di fatturato

E tra i costi, includiamo in questo caso anche le tasse che paghiamo al “socio occulto”.

Quando i nostri clienti entrano in contatto con noi, ci troviamo di fronte alle situazioni più disparate. Abbiamo affrontato persino casi limite in cui i due soci di una Srl con utile di 100 mila euro non riuscivano a portare a casa nemmeno 15 mila euro a testa.

Tra IRES al 24%, IRAP al 3,9%, tassazione dei dividendi del 26% e contributi INPS del 24% appare evidente che i margini reali si assottigliano come sabbia che scivola via tra le dita.

Come dicevamo, sono casi estremi dovuti a una inefficiente o addirittura inesistente Pianificazione Fiscale.

Perciò entriamo a gamba tesa in questo argomento che sta a cuore a molti imprenditori italiani…

Come pagare meno tasse con una Srl?

Quello che stiamo per spiegarti è a scopo divulgativo

…e diamo per scontato che qualsiasi azione deciderai di intraprendere, ti farai comunque assistere da un professionista in grado di guidarti tra la selva di leggi e regolamenti di cui sono piene l’amministrazione e la burocrazia italiana.

Sono passaggi delicati e devi usare molta cautela: sbagliare lo Statuto della Srl o essere troppo superficiale nei confronti di qualche norma potrebbe portare la tua azienda sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS.

Trasparenza Fiscale

Se la tua azienda produce redditi bassi, potresti prendere in considerazione il Regime di Trasparenza Fiscale.

Questo ti consente di evitare l’Imposta sul Reddito della Società, cioè il famoso 24% di IRES di cui abbiamo parlato in precedenza.

Questo succede perché il reddito generato dalla tua azienda viene attribuito a te e ai tuoi soci e quindi, in questo caso, pagherete le tasse secondo gli scaglioni di reddito dell’IRPEF.

La cattiva notizia è che dovrai comunque pagare l’INPS e l’azienda dovrà pagare l’IRAP;

la buona notizia è un bel risparmio.

Come detto, il regime di Trasparenza Fiscale è vantaggioso se l’azienda non genera molto reddito.
Inoltre ci sono alcune condizioni da rispettare:

  • Una volta scelto il regime di Trasparenza fiscale, va mantenuto per almeno tre anni;
  • La società deve risiedere sul territorio italiano;
  • I soci non possono essere più di 10;
  • I soci devono essere esclusivamente persone fisiche;
  • I ricavi complessivi non devono superare i limiti previsti per la stesura degli studi di settore;

Conviene sempre questo regime? Dipende…

Ad esempio, rileggi la prima voce “Una volta scelto il regime di Trasparenza fiscale, va mantenuto per almeno tre anni”…

Se prevedi una crescita sostenuta per i prossimi anni, ti conviene questo tipo di regime?

Il problema di molti imprenditori è che spesso non sono in grado di rispondere a questa domanda, perché non hanno una visione completa dei KPI (Key Performance Indicators) della propria azienda.

Non conoscere gli indicatori di performance della propria impresa equivale a guidare una macchina a fari spenti nella notte.

Purtroppo, in tanti casi la banca conosce la situazione finanziaria dell’impresa molto meglio dell’impresa stessa, semplicemente perché osserva i flussi in entrata e in uscita, i prestiti, le giacenze e ogni altro movimento aziendale. Un’analisi che molti imprenditori non eseguono, magari perché più focalizzati sulla produzione o sulle trattative commerciali.

Ci sono altri casi o altri modi per abbattere la pressione fiscale? Per fortuna sì, eccoli.

Socio Di Capitale

Se un Socio non presta alcuna attività lavorativa all’interno dell’azienda (sia da operaio/impiegato sia a livello di amministrazione), allora si possono eliminare i contributi INPS da pagare al socio.

Socio Lavoratore

Un socio che ha già un lavoro full time a tempo indeterminato è esente dal versamento del contributo previdenziali all’INPS.

Rimborso Spese di Trasferta e Rimborso Chilometrico

Qual è il vantaggio dell’avere un rimborso delle spese di trasferta?

Innanzitutto è un tipo di rimborso forfettario e quindi non ha bisogno che vengano mostrate ricevute di spesa.

Inoltre il rimborso non “fa reddito” (e quindi non deve essere tassato) ed è pari a 46,48€ per le trasferte fuori comune e 77,46€ per le trasferte all’estero.

Un Socio amministratore che percepisce la busta paga può “trasformare” una parte del suo compenso in un Rimborso Spese di Trasferta.

Considera che il rimborso è su base giornaliera e non oraria quindi l’amministratore ha diritto a questo rimborso anche se visita il commercialista nel comune accanto che dista appena 3 km e la visita dura solamente un’ora.

Per quanto riguarda i rimborsi chilometrici, un amministratore o un socio lavoratore possono chiedere questo rimborso quando sono costretti a viaggiare per esigenze dell’azienda.

Anche questo tipo di rimborso è esente da tassazione.

Deve però rispettare dei requisiti:

  • Deve usare la propria macchina personale e non quella aziendale;
  • Devono essere documentate le spese sostenute;
  • L’importo si calcola in base ai chilometri percorsi e al coefficiente delle tabelle ACI;
  • L’autovettura non deve superare i 17 cavalli fiscali (benzina) o i 20 cavalli (diesel).

Ti sembrano pochi, questi cavalli? Fai attenzione: abbiamo parlato di cavalli FISCALI e non di cavalli VAPORE.

Secondo le tabelle di conversione per la potenza fiscale, 17 Cavalli Fiscali corrispondono a una cilindrata che va da 1505 a 1643 cc mentre 20 Cavalli Fiscali corrispondono una cilindrata che va da 1930 a 2080 cc.

Facciamo un esempio

Questi tipi di rimborsi sono molto vantaggiosi per i soci lavoratori e per gli amministratori e possono essere usati per dare una grossa sforbiciata alla tassazione sui loro emolumenti.

10 giornate al mese di rimborso forfettario equivalgono a 465€ circa puliti in busta paga ogni mese.

In un anno, facendo due conti, arriviamo a circa 5600€ puliti per singolo socio.

Se invece venissero percepiti come dividendi, si dovrebbe applicare una ritenuta del 26% (cioè ben 1456€) più il resto. Non male.

È così vantaggioso che, in caso di abuso, è possibile che l’INPS se ne accorga e tenti un accertamento.

Come dicevamo prima, è bene approfittare di quello che la legge ti mette a disposizione ma non bisogna mai essere superficiali.

Come capire dove è il limite?

È impossibile stabilirlo senza guardare caso per caso, nel concreto. Ed è il motivo per cui l’INPS avvia gli accertamenti.

Per non incorrere in sanzioni, ti consigliamo – come in tutte le pratiche finora descritte – di farti affiancare da un professionista che abbia controllato minuziosamente la posizione della tua società, per stilare poi una lista dettagliata di tutto ciò che puoi fare legalmente per abbattere la pressione fiscale.

Trattamento di Fine Mandato per gli amministratori (TFM)

Il Trattamento di Fine Mandato è molto simile al Trattamento di Fine Rapporto (TFR) che spetta al lavoratore dipendente.

A quanto può ammontare il TFM?

Non c’è un limite e questo dovrebbe essere dettato dal buon senso e dalla situazione economica della società.

Qual è il vantaggio fiscale per l’amministratore e per l’azienda?

Per l’amministratore, su questa somma non dovrà dichiarare il reddito da TFM quando termina il mandato.

Per l’azienda, questa somma è interamente deducibile e quindi diminuirà l’imponibile IRES.

Buoni pasto e Welfare Aziendale

I buoni pasto sono interamente deducibili per l’azienda fino a un massimo di 8 euro (ma può esserci qualche variazione dipendente dalla Legge di Bilancio).

Oltre ai buoni pasto, anche altri beni e servizi possono essere usati per abbattere la pressione fiscale: agevolazioni sanitarie, rimborsi spese istruzione, rimborso carburante ecc.

Ci sono anche altri modi per abbattere le tasse, come la costruzione di una Holding madre che gestisce al 100% le Srl figlie (sebbene sia una pratica complessa che nelle mani sbagliate si rivela piuttosto macchinosa da gestire).

Oppure la possibilità di sfruttare brand e brevetti e relative royalties.

Come puoi vedere, le possibilità sono molte ed è difficile districarsi tra la moltitudine di leggi, norme e statuti.

Questo porta molti imprenditori a imboccare la strada sbagliata – o comunque la meno adatta – per la propria azienda, rischiando di pagare più del dovuto o peggio di incorrere in sanzioni salatissime.

Modello F24, il più amato dagli (imprenditori) italiani

Per un imprenditore onesto che ha sudato sette camicie, diventa quasi normale sentire un brivido lungo la schiena quando si riceve il Modello F24 dal proprio commercialista.

Purtroppo, non è raro che un imprenditore cada dalle nuvole perché non ha calcolato bene i tempi, finendo col ritrovarsi senza liquidità.

I più fortunati corrono in banca sperando in un finanziamento per pagare le tasse; altri tagliano gli investimenti previsti, per l’ennesima volta, condannando l’azienda a un lento declino.

Altri non hanno alternative che aspettare che Agenzia delle Entrate e Riscossione bussino alla loro porta (o alla loro PEC).

Magari abbiamo estremizzato un po’, ma in tanti anni di esperienza nel settore ci sono capitati un numero esagerato di casi che potrebbero definirsi “Disperati”, aziende che era ormai impossibile aiutare.

Per anni hanno ignorato il costo reale del servizio o del prodotto che vendevano.

Non sapevano quanto stavano guadagnando (o perdendo, succede anche questo) dal singolo prodotto.

Era impossibile effettuare una Pianificazione Fiscale perché non avevano idea di quale utile potessero attendere per i prossimi anni.

Purtroppo calcolare e accantonare le imposte da pagare è di vitale importanza.

Facile a dirsi, difficile a farsi, non è vero?

Questo perché ti mancano gli strumenti fondamentali per pianificare la tua fiscalità e smettere di aspettare con ansia la chiamata del commercialista.

Sono strumenti che hanno aiutato molti imprenditori non solo a pagare le tasse senza more, solleciti e PEC di Equitalia ma a raggiungere e SUPERARE gli obiettivi aziendali prefissati.

Controllo di Gestione e  TAX PLANNING
Come funzionano il Controllo di Gestione ed il Tax Planning?

Il Controllo di Gestione raccoglie i dati dei vari settori produttivi, finanziari e amministrativi, li analizza e li sottopone all’attenzione della Direzione o dell’imprenditore, senza il rischio di trascurare numeri importanti e senza perdere tempo sulle informazioni di poca utilità.

Grazie a questo servizio siamo in grado di fare un check up completo alla tua azienda e stabilire quale è il regime fiscale più adatto alle sue esigenze ma anche apportare tutti quei miglioramenti che abbatteranno il carico fiscale attraverso il Tax Planning e permetteranno alla tua impresa di respirare [pagando solo il giusto, senza la preoccupazione di aver commesso irregolarità].

Inoltre i vantaggi del Controllo di Gestione non si fermano solo a questo.

Con noi al tuo fianco avrai:

  1. una Ottimizzazione delle risorse economiche aziendali.
    Dopo aver eseguito l’analisi di bilancio, ti daremo una fotografia economica dell’azienda e quindi delle risorse disponibili per migliorare la qualità della produzione, l’aggiornamento dei macchinari o la formazione del personale.
  2. una Visione globale dell’andamento dell’azienda. Una volta pianificati gli obiettivi a breve e medio termine e stabiliti i criteri di valutazione, avrai il polso dell’andamento dell’azienda e potrai pianificare obiettivi futuri… magari più ambiziosi.
  3. una Visione globale dei vari settori aziendali. Avrai il controllo su tutto ciò che succede in azienda, compreso l’andamento dei vari reparti o settori aziendali fino alla singola unità produttiva. In possesso di tali informazioni, sarà più facile prendere decisioni come riduzione del personale o, al contrario, assumere e dispensare premi di produzione.

Per la tua azienda, pianificare il prima possibile la fiscalità per l’anno in corso attraverso il Tax Planning deve essere una priorità…

…e attivare il prima possibile il metodo di Controllo di Gestione significa avere un asso nella manica. Un alleato potente per trionfare sul mercato, anche quando il mercato è un caos inestricabile di leggi, norme e cavilli degne del peggior azzeccagarbugli.

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